Accogliere tutti e subito, ricucire l’Europa

Negli ultimi mesi, in Europa, si è animato un forte dibattito, fatto spesso di egoismi e irresponsabilità, intorno alla ripartizione tra i paesi europei dei rifugiati, in questa fase principalmente siriani.

I rifugiati sono quelle persone che, in base alla Convenzione di Ginevra del 1951, sono perseguitate nel paese di origine per la propria razza, la propria religione, la propria cittadinanza, la propria appartenenza a un determinato gruppo sociale o le proprie opinioni politiche.

Dall’inizio della guerra civile siriana, nel 2011, 12 milioni e 500 mila persone, pari a oltre il 50% della popolazione della Siria, sono state costrette a lasciare le loro case a causa dei conflitti armati. 6 milioni e 600 mila di questi non hanno lasciato la Siria e sono, infatti, sfollati interni: hanno abbandonato le loro case ma non sono usciti dai confini nazionali. Dei restanti 5 milioni e 900 mila, circa 4 milioni e 800 mila, l’80%, sono in Turchia (2 milioni e 700 mila), in Libano (1 milione), in Giordania (600 mila), Iraq (239 mila) o Egitto (114 mila).

In Europa, invece, sempre dal 2011, sono stati 1 milione e 150 mila i rifugiati siriani accolti, di cui il 64% in Germania (427 mila) , Serbia e Kosovo (314 mila), il 24% in Svezia (109 mila), Ungheria (76 mila), Austria (41 mila), Olanda (32 mila) e Danimarca (19 mila) e il restante 11% negli altri paesi europei.

Davvero l’Unione Europea, con il suo PIL da 18 mila miliardi e 500 milioni di abitanti, è in grado di accogliere solo lo stesso numero di rifugiati che accoglie il Libano, 41 miliardi di PIL per 4 milioni di abitanti?

Io penso di no. Per questo, per tanti altri motivi e per “Ricucire l’Europa” domani saremo a Roma al Pantheon, in piazza della Rotonda, dalle ore 15.00.